Figlio portato in Romania dalla madre: due casi reali e cosa si può fare
Mi chiamo Madalina Girmacea, sono un’investigatrice italo-romena con licenza della Polizia rumena. Una delle telefonate più difficili che ricevo è quella di un padre italiano: la madre rumena se n’è andata con il bambino, è tornata in Romania e lui non sa più dove sia suo figlio.
Qui racconto due casi che ho seguito, senza nomi né luoghi precisi, per rispetto di chi c’era dentro. Poi ti spiego cosa può fare un’investigatrice e cosa no. Se ti trovi in questa situazione adesso, leggi anche la pagina sulla sottrazione internazionale di minori in Romania, dove trovi la procedura passo per passo.
Primo caso: il bambino era a 70 chilometri dalla nonna
Il padre aveva cercato il figlio per conto suo, senza risultati. L’unico indirizzo certo era quello della nonna materna. Siamo partiti da lì, con più di cinque giorni di osservazione sul posto.
È stata la nonna a portarci, senza saperlo, in una località a circa 70 chilometri, dove la madre aveva preso in affitto un alloggio con il bambino. Da quel momento altri quattro giorni di osservazione, per capire come viveva il bambino. Questo è quello che abbiamo accertato:
- il bambino era iscritto a una scuola vicino a casa;
- la madre non aveva un reddito e stava facendo colloqui di lavoro;
- i nonni materni passavano a trovarli di tanto in tanto;
- la madre viveva da sola con il figlio.
Ho scritto una relazione dettagliata e l’ho consegnata al padre, che l’ha presentata in tribunale. Quella relazione è stata determinante nel processo e ha permesso al padre di riunirsi con suo figlio.
Secondo caso: due anni senza vedere i figli
Un padre italiano non vedeva i suoi due bambini da due anni. La ex compagna, rumena, li aveva portati in Romania senza dirgli dove. Il primo lavoro è stato trovare l’indirizzo e la zona in cui vivevano.
Poi il padre voleva sapere come stavano, che è la domanda che conta di più. Abbiamo accertato che:
- la madre lavorava part-time in un negozio, nel suo paese d’origine;
- i bambini frequentavano l’asilo comunale dello stesso paese ed erano accuditi;
- la madre frequentava un uomo, e nel periodo osservato non abbiamo visto niente che facesse pensare a un pericolo per i bambini.
Tutto documentato con fotografie e video. Con quel materiale in mano il padre ha deciso di andare in Romania a trovare i suoi figli.
Cosa può fare un’investigatrice, e cosa no
Posso trovare dove si trova un bambino e documentare come vive: la casa, la scuola, chi c’è intorno, se la madre lavora. Lo faccio con metodi leciti e lo metto per iscritto in italiano, in una forma che il tuo avvocato può usare.
Non porto via bambini, e non lo fa nessun investigatore serio. Il rientro di un minore lo decide un giudice. Italia e Romania aderiscono tutte e due alla Convenzione dell’Aja del 1980 sulla sottrazione internazionale di minori e, come Paesi dell’Unione europea, applicano il regolamento europeo 2019/1111. La domanda di rientro passa dall’Autorità centrale: in Italia è il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia, in Romania il Ministero della Giustizia rumeno.
Tutte queste procedure hanno bisogno di un indirizzo vero. Finché non si sa dove sta il bambino la macchina legale gira a vuoto, ed è proprio lì che serve il mio lavoro.
Cosa fare subito
- Parla con un avvocato esperto di diritto di famiglia internazionale, il prima possibile: con il passare dei mesi tutto si complica.
- Metti insieme quello che hai: gli ultimi indirizzi noti, i nomi dei nonni e dei parenti, il paese d’origine della madre, foto recenti.
- Non andare in Romania a cercarlo da solo e non presentarti dai parenti. Rischi che si spostino e di peggiorare la tua posizione.
- Scrivimi. Ti dico con onestà se e come posso localizzarlo.
Tempi: per la prima fase di accertamenti servono di solito da 4 a 7 giorni lavorativi, di più se la persona si nasconde di proposito. Prezzo: le verifiche partono da 500 €. Se serve andare sul posto il preventivo cambia, e te lo dico prima. Pagamento: metà all’incarico, il saldo quando ti avviso che l’indagine è chiusa, prima di consegnarti la relazione.
Caso urgente? Dimmelo subito. Verifico se si può fare, firmiamo l’incarico, versi l’acconto (almeno il 50%) e partiamo entro 24 ore con le informazioni che hai.
Non sai dove si trova tuo figlio?
Raccontami cosa è successo. Ti rispondo io, in privato, e ti dico subito se posso aiutarti a localizzarlo.
Licenza della Polizia rumena n. 425.290/2018 · 76 recensioni a 5 stelle su Google · 23 anni di lavoro · riservatezza assoluta
Domande frequenti
La madre ha portato mio figlio in Romania senza il mio consenso: cosa posso fare?
Parlane subito con un avvocato. Italia e Romania applicano la Convenzione dell’Aja del 1980 e il rientro si chiede all’Autorità centrale. Per partire serve sapere dove si trova il bambino, e lì posso aiutarti io.
Un investigatore può riportare mio figlio in Italia?
No, nessun investigatore può farlo: il rientro lo decide un giudice. Io trovo dove vive il bambino e documento come sta, per il tuo avvocato.
Quanto tempo serve per localizzare un bambino in Romania?
Per la prima fase di accertamenti di solito da 4 a 7 giorni lavorativi, di più se la persona si nasconde di proposito. Nei casi urgenti si può partire entro 24 ore dalla firma dell’incarico e dall’acconto.
La relazione è in italiano?
Sì. Ti consegno tutto per iscritto in italiano, con date, luoghi e fotografie.
Autore: Madalina Girmacea, investigatrice privata, licenza della Polizia rumena n. 425.290/2018.
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